Il metodo contributivo

Introdotto dalla Riforma Dini (Legge 335/1995) dal 1° gennaio 1996, il metodo contributivo è un sistema di calcolo della pensione determinato esclusivamente in funzione dei contributi versati nell'arco della vita lavorativa. A differenza del metodo retributivo che, invece, eroga la prestazione sulla base delle ultime retribuzioni percepite, nel contributivo il lavoratore accumula, su una sorta di conto corrente virtuale, una percentuale della retribuzione annua pensionabile percepita (la percentuale è pari al 33% per i lavoratori dipendenti; 23% per gli autonomi; 25 o 32% per i lavoratori iscritti alla gestione separata a seconda se trattasi di titolari di partita IVA o collaboratori). Questi contributi sono rivalutati annualmente sulla base dell'evoluzione del prodotto interno lordo, per la precisione in base alla media quinquennale del Pil (il cd. tasso di capitalizzazione).

Alla cessazione dal servizio il montante maturato, corrispondente ai contributi versati rivalutati, è convertito in pensione mediante l'utilizzo di una serie di coefficienti, detti coefficienti di trasformazione, che variano a seconda dell'età del pensionando (più si dilata l'uscita maggiore sarà il coefficiente applicabile e maggiore sarà l'importo annuo della pensione). 

 

(C) www.pensionioggi.it