Corte dei Conti della Puglia: risarcimento del danno da mancata istituzione dei fondi di previdenza complementare.

Si sa che la riforma Dini (legge n. 335/1995), ha introdotto il cosiddetto "metodo contributivo", stabilendo, in particolare, che il sistema di calcolo da utilizzarsi si differenzia a seconda dell'anzianità maturata alla data del 31 dicembre 1995:

- nei confronti dei lavoratori che possono contare su almeno 18 anni di contributi, si applica il criterio retributivo.

- nei confronti dei lavoratori che vantano meno di 18 anni di contributi si applica il sistema misto: retributivo per l'anzianità maturata sino al 31 dicembre 1995 e contributivo per il periodo successivo.

- nei confronti dei lavoratori la cui prima assunzione sia avvenuta a partire dal 1° gennaio 1996, la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo.

Tra i due sistemi (contributivo e retributivo) passano differenze non solo formali, ma, soprattutto, sostanziali, in primis per le conseguenze sull'importo dell'assegno di pensione, che nel sistema contributivo è, di norma, più basso che in quello retributivo.

Inoltre, la riforma Dini è intervenuta sul sistema pensionistico nel suo complesso, strutturandolo in due "pilastri", il primo, rappresentato dalla previdenza obbligatoria, la quale assicura la pensione di base, e il secondo destinato a mitigare l'impatto del sistema contributivo sull'importo degli assegni di pensione dei lavoratori, costituito dalla previdenza complementare, la quale, attraverso, l'adesione volontaria e collettiva a forme pensionistiche alternative, offre la possibilità di costituirsi una pensione aggiuntiva.

A vigilare sui fondi pensioni provvede la COVIP (commissione vigilanza fondi pensione), che assicura la tutela del risparmio previdenziale, vigilando sulla trasparenza e sul corretto funzionamento del sistema allo scopo di assicurare più elevati livelli possibili di copertura previdenziale.

A questo punto, è da dire che laddove per il settore privato e per quello pubblico contrattualizzato i fondi pensione sono stati regolarmente istituiti e sono, oggi, operativi, per il Comparto Sicurezza e Difesa ciò non è avvenuto, e, dopo circa 25 anni dalla Riforma Dini, i pensionati in divisa sono ancora penalizzati.

Ora, la questione è: la mancata attivazione del secondo pilastro ha arrecato un danno ai lavoratori del Comparto Sicurezza e Difesa? E, soprattutto, se danno c'è, è risarcibile?
Secondo la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti della Puglia la risposta è sì a entrambe le domande.
Con i legali che supportano il progetto Diritti&Rovesci stiamo valutando l'ipotesi di un ricorso collettivo, eventualmente strutturato in più fasi successive finalizzato a far dichiarare l'illegittimità dell'inerzia e, conseguentemente a far dichiarare  il diritto al risarcimento del danno.


Diritti&Rovesci (C) Diritti riservati


Ti interesserebbe partecipare a un eventuale ricorso collettivo per ottenere il risarcimento del danno per la mancata istituzione del secondo pilastro?
Se sì, compila il FORM sotto per segnalarci il tuo interesse. Ti contatteremo quanto prima per altri dettagli sull'iniziativa che stiamo strutturando con i legali che supportano il progetto Diritti&Rovesci.

 

ATTENZIONE: Il ricorso collettivo verrà avviato solo se si raggiungerà un numero adeguato di interessati, in modo da tenere bassi i costi.

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