Il processo pensionistico


Il "processo pensionistico" è argomento complesso, in quanto non è organicamente regolato dalla legge. Non esiste, per capirci, un codice del processo pensionistico.

I fondamenti della sua disciplina si trovano in due Regi Decreti: il n. 1038/1933 e il n. 1214/1934, più volte ritoccati. 

La modifica più significativa s'è avuta con la legge n. 205/2000, che ha reso applicabili al processo pensionistico alcuni articoli del codice di procedura civile, in materia di processo del lavoro.

La norma cardine del rito pensionistico è l’articolo 26, R.D. n. 1038/1933, poiché rinvia al codice di procedura civile ogni volta che nel processo pensionistico si determina una lacuna. Evenienza non proprio rara. D'altra parte, poiché tali norme sono applicabili solo in quanto compatibili, la valutazione del loro utilizzo va fatta caso per caso. 

Ma quand'è che la Corte dei Conti è competente? 

La risposta è nell'articolo 13, R.D.n. 1214/1934, che fissa la competenza dei giudici contabili sulle pensioni che sono a carico dello Stato o di altri enti espressamente designati dalla legge.

Si vede bene, allora, che il principio che fissa la competenza è dato dal soggetto che paga i contributi per la pensione, che se coincide con lo Stato radica la competenza in capo alla Corte dei Conti.