La Polizia nell'immediato dopoguerra

Alla caduta del fascismo, uno dei primi atti normativi ad essere emanato fu il c.d. decreto Badoglio del 1943, che dispose la militarizzazione della polizia. Ciò avvenne per volere diretto del re che aveva bisogno, in quel momento particolare di rovina materiale e morale del Paese, di un corpo di polizia, fedele alla monarchia, organizzato sulla base di una più rigida catena di comando, meglio rispondente alle esigenze d’impiego contingenti.

Il processo di rivisitazione completa dell’organizzazione della polizia ebbe luogo con l’emanazione del decreto legislativo luogotenenziale 2 novembre 1944, n. 365, col quale fu costituito il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, definita “istituzione di polizia ad ordinamento militare”, alle dipendenze del Ministro dell’Interno. Nel 1959 fu istituito il Corpo di Polizia Femminile, con compiti specifici in materia di tutela della donna e dei minori.

Nonostante l’indubbia crescita d’efficienza, negli anni ’60 del secolo scorso le condizioni di lavoro continuavano ad essere pessime, addirittura impensabili al giorno d’oggi: per quanto riguarda, ad esempio, l’orario di servizio, i poliziotti lavoravano in regime di turni c.d. in quarta, così chiamati perché in soli quattro giorni si esauriva un ciclo d’impiego. Fu proprio in questo quadro alquanto desolante, che s’innestava in una società in fermento, che presero corpo le prime rivendicazioni sindacali e che s’iniziò a richiedere una riforma generale del Corpo che lo ponesse finalmente al passo coi tempi. Tali istanze non incontrarono però consensi da parte della classe dirigente del paese.

Tra i motivi alla base della “ritrosia”, oltre a quelli di carattere giuridico - non del tutto fondati, in verità -, ve n’era uno essenzialmente pratico, connesso al mantenimento della potenza militare del Paese, reduce da un conflitto bellico e obbligato al rispetto di pesanti condizioni imposte dai vincitori col Trattato di Pace. Il Trattato di pace del 10 febbraio 1947, Treaty of peace with Italy, comprendeva, infatti, una forte limitazione della nostra forza militare. Tale limitazione non riguardava, però, gli uomini delle forze di polizia. Militarizzando queste, Badoglio si era riservato, dunque, la possibilità di adoperare i tutori dell’ordine in funzione di soldati di riserva, così, in qualche modo, aggirando i vincoli imposti dalle condizioni di pace. In questo modo si può spiegare, d’altronde, la dotazione di autoblindo, veicoli squisitamente militari, da parte della polizia.

 

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