Calcolo della pensione al 44% della base pensionabile.

Un piccolo approfondimento

L’art. 1 del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato, d.p.r. 1092/1973, individua tra i destinatati della normativa "i militari delle forze armate e dei Corpi di polizia";
All'art. 54, leggiamo che "La pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 per cento della base pensionabile".
Per quanto riguarda la Polizia di Stato, la legge di riforma 1° aprile 1981, n. 121, all’art. 3, ha eliminato lo status militare, stabilendo che “L’Amministrazione della Pubblica Sicurezza è civile ed ha un ordinamento speciale”.
Ciò detto, io ritengo che la perdita dello status “militare” degli appartenenti alla Polizia di Stato non sia elemento sufficiente a legittimare la “perdita” del diritto. Questo perché la norma di favore deve intendersi applicabile non già in virtù del possesso di tale status, bensì in quanto appartenente alle forze di polizia, a prescindere se si abbiano o meno le stellette sul bavero.

D'altra parte, il rapporto di impiego di tutte le forze di Polizia italiane, è unitariamente regolato dal d.lgs. 12 maggio 1995, n. 195, che reca la disciplina “in materia di procedure per disciplinare i contenuti del rapporto di impiego del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate”, senza alcuna distinzione tra status militare o meno. Tale identicità di trattamento non può non riguardare anche il trattamento di quiescenza che al rapporto d’impiego è strettamente connesso.

L'istanza che ho preparato sviluppa questi e molti altri punti che, tutti considerati, rendono le nostre ragioni forti e saldamente strutturate.